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Turisti di nicchia o per ricercatezza la Pro Loco protagonista del reale indimenticabile.

“Se una storia finisce nel piatto allora ci piace perché costruisce una identità” questa in sintesi la motivazione del Prof. Enrico Ercole che ha incontrato gli allievi giunti all’Università di Asti martedì 18 luglio, perché iscritti alla Summer School fortemente voluta da Eleonora Norbiato, Efrem Bovo, Bruno Ragni e che a partire dal Mulino di Basaluzzo hanno lanciato la formazione per un “nuovo modo di vivere le Pro Loco”.
Tre termini per segnare le linee guida del turismo rurale o esperienziale:
Autenticità (cioè storie, prodotti ecc originali); Sostenibilità e memorabilità (ricordabili).
“Forse per noi che viviamo immersi nel paesaggio collinare o rurale sembra strano identificare i nostri luoghi come amabili ma certo è che se vai a vivere in città …allora senti la nostalgia delle colline, dei nostri luoghi” ha detto ancora il prof. Ercole con grande affetto ma lanciando anche un rimprovero agli amministratori locali: “certo che se però non ci sono i cartelli, non hai mangiato bene…allora mi ricordo l’arrabbiatura quando torno nella mia metropoli”
Ecco allora giunto il momento di iniziare a parlare di “educazione diffusa per l’accoglienza”. Educazione per grandi, gli amministratori pubblici , e piccini, i volontari e gli operatori professionali che possano avere dei codici culturali e di comportamento adeguati per essere protagonisti di luoghi “memorabili”.

di Remo V. Febo