Menu Chiudi

Le partite a Tamburello

Nella recente premiazione di tutte le squadre campioni d’Italia, tenutasi a Rovereto (TN) sabato 7 febbraio 2017, c’è stato un momento di gloria anche per la Società Tamburello Basaluzzo: la società della Vallemme infatti, insieme a Dossena (Bg) e Gussaghese (Bs), è stata insignita con un premio per i 50 anni di attività tamburellistica. Si potrebbe dire “le nozze d’oro” col tamburello: un premio importante ed onorevole, per una Società che effettivamente ha sempre portato avanti l’attività ininterrottamente dalla rinascita del dopoguerra ai giorni nostri, tra alti e bassi sportivi e radunando intorno a se tutti gli appassionati e gli atleti del paese.

Ad onor del vero, le cronache forniscono notizie che legano Basaluzzo al tamburello già nei primi anni del ‘900: era però un tamburello d’altri tempi, giocato in 3 o 4 giocatori e spesso legato a sfide locali (e scommesse) più che a veri e propri campionati. Ma è nell’epoca “moderna” dei campionati e delle squadre a 5 giocatori che la Società Tamburello Basaluzzo si è distinta indubbiamente per longevità e costanza, ma anche grazie ad alcuni buoni risultati e per aver regalato al mondo del tambass atleti degni di nota. Proprio 50 anni fa, nel 1964, c’è traccia negli albi FIPT di un titolo nazionale di serie B peraltro assegnato in maniera un pò curiosa e controversa: al di la del risultato in se, questa è comunque la prova tangibile dell’attività tamburellistica a Basaluzzo.
Nella stessa epoca, da ricordare anche l’incontro internazionale Italia-Francia disputato nel vecchio sferisterio (ancora non asfaltato) tra i transalpini capitanati da Barral C. e i nostri alfieri in cui era schierato anche Ardingo Garetto insieme ai locali Rivera ed Eroso “il Moro”: memorabili gli aneddoti proprio su quest’ultimo grande battitore, cimentatosi in quell’occasione nella battuta con la particolare “tamburella” francese con esito dapprima comico, quindi spaventosamente efficace. Proprio Angelo Eroso “il Moro”, il mancino Ferruccio Rivera e Sergio Zuccotti sono tre basaluzzesi passati alla storia negli anni 60 per le loro gesta sportive: una su tutte, la vittoria del Torneo del Monferrato nel 1966 con il Murisengo insieme a Marcello Quilico e Pinot Ferrero. Per loro altri exploit in serie A nei primi anni 70, tra le fila di Cocconato e Castelletto d’Orba prima di una discesa nelle serie minori piemontesi.

Proprio negli anni 70 è arrivato il momento più alto, sportivamente parlando,per la Società Tamburello Basaluzzo: dopo un primo anno di serie A nel 1971 in sordina, ma sempre supportato da migliaia di spettatori assiepati nel piccolo sferisterio (e anche in trasferta come nei memorabili con il Francavilla), arrivano risultati in costante miglioramento grazie a giocatori sempre più quotati ingaggiati dalla dirigenza capitanata dal dott. Boggero, fino al quasi scudetto del 1974.
Questo anno è stato il bivio per la Società Tamburello Basaluzzo: la squadra composta da Montresor, Capusso, Chiesa, Mara, Pareto e Ferrando dovette fare i conti con la corazzata Viarigi classificandosi seconda in campionato, pur essendo stata l’unica squadra capace di battere l’inimitabile dream team astigiano del trio Policante-Cerot- Tommasi, e fermandosi alla piazza d’onore anche al Torneo di Ferragosto di Ovada nella finale persa contro i padroni di casa. Ottimi risultati anche dal settore giovanile, con un secondo posto nazionale conquistato nei campionati ad Imola.

Il bivio però portò purtroppo la Società sulla strada sbagliata perché quel glorioso anno si concluse con una brutta storia di combine in una partita di campionato che comportò multe e squalifiche per giocatori ed atleti. Da li in poi un possibile trampolino di lancio si trasformò in un viale del tramonto dove il Basaluzzo finì inesorabilmente: arrivò infatti la retrocessione, dopo altri due anni con l’acqua alla gola nella massima serie, che diede il via ad una discesa nelle serie minori.

Una nota positiva dei ruggenti anni 70, il mancino Claudio Pareto: unico basaluzzese sempre presente nelle squadre di serie A del paese, diventato poi uno stimato terzino che rimase ai vertice per altri anni nella squadra di Cremolino. Dopo gli anni 80 passati in un continuo altalenarsi tra serie B e serie C, ma sempre con squadre composte da giocatori del paese, la definitiva discesa in serie C negli anni 90.
Degno di nota in questo periodo un altro buon mancino, Fabio Ferrari, scudettato con il Castelferro nel 1993 e nel 1994 ed apprezzato fondocampista anche a Cremolino prima del rientro in patria per contribuire agli ultimi titoli della Società, conquistati in serie C nel 2005 e nel 2006 dopo il passaggio dall’amato/odiato campo in asfalto al nuovo sferisterio in terra battuta.

Attualmente la Società Tamburello Basaluzzo milita in serie D dopo un rinnovamento organizzativo nel quale si è preferito ripartire dai giovani per garantire un ricambio generazionale senza il quale non sarebbe stato possibile proseguire la tradizione che ormai va avanti da mezzo secolo: con impegno e pazienza si spera di risollevare le sorti sportive del paese per tornare a puntare un po’ più in alto. Al contempo la Società Tamburello Basaluzzo è attualmente l’unica società sportiva del paese, impegnata in campionati a livello agonistico e operativa per quanto riguarda l’attività giovanile.

Poco importa se, per un apparente banale disguido, a Basaluzzo non sia pervenuto l’invito da parte della Federazione a ritirare tale premio: in Vallemme questo riconoscimento per le “nozze d’oro” con il tamburello è giunto tanto inaspettato quanto gradito ed è un piacevole stimolo a portare avanti l’attività e la passione per questo sport.